{"id":7904,"date":"2020-04-21T18:17:31","date_gmt":"2020-04-21T18:17:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www2.diocesi.rimini.it\/clarisse\/?page_id=7904"},"modified":"2020-04-21T18:24:41","modified_gmt":"2020-04-21T18:24:41","slug":"il-grido-della-preghiera","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/chiesa.rimini.it\/clarisse\/?page_id=7904","title":{"rendered":"Il grido della preghiera"},"content":{"rendered":"\n<p>Il grido \u00e8 un segno della preghiera. Lo stesso Ges\u00f9, quando insegna a pregare, dice di farlo come un amico fastidioso che, a mezzanotte, va a chiedere un pezzo di pane per gli ospiti. Oppure di farlo come la vedova col giudice corrotto. In sostanza, di farlo dando fastidio. Non so, forse questo suona male, ma pregare \u00e8 un po\u2019 dare fastidio a Dio perch\u00e9 ci ascolti. Pregare \u00e8 attirare gli occhi, attirare il cuore di Dio verso di noi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Noi abitualmente presentiamo al Signore la nostra richiesta una, due o tre volte, ma non con tanta forza: e poi mi stanco o mi dimentico di chiederlo&#8230; Ges\u00f9 ci dice: chiedete! Ma anche ci dice: bussate alla porta! E chi bussa alla porta fa rumore, disturba, d\u00e0 fastidio.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste sono le parole che Ges\u00f9 usa per dirci come noi dobbiamo pregare. Ma questo \u00e8 anche il modo, che noi vediamo nel Vangelo, della preghiera dei bisognosi. Cos\u00ec i ciechi del vangelo si sentono sicuri di chiedere al Signore la salute, tanto che il Signore domanda: \u00abCredete che io possa fare questo?\u00bb. E loro rispondono: \u00abS\u00ec, o Signore! Crediamo! Siamo sicuri!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco i due atteggiamenti della preghiera: \u00e8 bisognosa ed \u00e8 sicura. La preghiera, quando noi chiediamo qualcosa, \u00e8 sempre bisognosa: \u201cHo questo bisogno, ascoltami Signore!\u201d. Inoltre quando \u00e8 vera, \u00e8 sicura: \u201cAscoltami, io credo che tu puoi farlo, perch\u00e9 tu lo hai promesso!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il profeta Isaia dice: \u00abUdranno in quel giorno i sordi le parole del libro; liberati dall\u2019oscurit\u00e0 e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno\u00bb. Questo passo \u00e8 una promessa di salvezza: \u201cIo sar\u00f2 con te, io ti dar\u00f2 la salvezza!\u201d. Ed \u00e8 con questa sicurezza\u00bb che noi diciamo al Signore i nostri bisogni, ma sicuri che lui pu\u00f2 farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Del resto, quando preghiamo, \u00e8 il Signore stesso a domandarci: \u00abTu credi che io possa fare questo?\u00bb. Un interrogativo da cui scaturisce la domanda che ciascuno deve porre a se stesso: \u201cSono sicuro che lui pu\u00f2 farlo? O prego un po\u2019 ma non so se lui pu\u00f2 farlo?\u201d. La risposta \u00e8 che lui pu\u00f2 farlo, anche se quando lo far\u00e0 e come lo far\u00e0 non lo sappiamo. Proprio questa \u00e8 la sicurezza della preghiera.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda poi il bisogno specifico che motiva la nostra preghiera, occorre presentarlo con verit\u00e0: \u201cSignore, ho questo bisogno, questa malattia, ho questo peccato, questo dolore\u201d. Cos\u00ec lui sente il bisogno, ma sente anche che noi chiediamo il suo intervento con sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(papa Francesco)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il grido \u00e8 un segno della preghiera. Lo stesso Ges\u00f9, quando insegna a pregare, dice di farlo come un amico fastidioso che, a mezzanotte, va a chiedere un pezzo di pane per gli ospiti. Oppure di farlo come la vedova col giudice corrotto. In sostanza, di farlo dando fastidio. 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