{"id":8,"date":"2018-07-14T08:57:19","date_gmt":"2018-07-14T08:57:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www2.diocesi.rimini.it\/clarisse\/?page_id=8"},"modified":"2018-07-14T20:45:20","modified_gmt":"2018-07-14T20:45:20","slug":"francesco-e-chiara","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/chiesa.rimini.it\/clarisse\/?page_id=8","title":{"rendered":"Il nostro carisma"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><em>\u201cFrancesco e Chiara: due nomi,<br \/>\ndue vocazioni che evocano<br \/>\ni valori evangelici della povert\u00e0,<br \/>\ndella pace e della preghiera\u201d<\/em><br \/>\n<em> (Giovanni Paolo II)<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Comic Sans MS; color: maroon; font-size: medium;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www2.diocesi.rimini.it\/clarisse\/images\/15.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"237\" align=\"left\" border=\"0\" \/><\/strong><\/span><\/p>\n<h4><span style=\"color: #800000;\">Francesco<\/span><\/h4>\n<div>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\">Francesco nasce ad Assisi verso il 1182 nella famiglia di un ricco mercante di stoffe.<\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\">All\u2019et\u00e0 di 9 anni viene mandato alla scuola di San Giorgio, per imparare i rudimenti della formazione culturale. Con il raggiungimento della maggiore et\u00e0 (14 anni) inizia ad aiutare il padre nel commercio e trova adito nella brigata dei danzatori (della quale per vari anni sar\u00e0 il capo), che a passo di danza percorre le strade di Assisi, proponendo sulle piazze balli mondani e religiosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1202 partecipa alla guerra contro Perugia e, dopo esser stato ferito, viene fatto prigioniero. Per un anno intero deve attendere nell\u2019oscuro carcere di Perugia, ammalato e disperato, prima che suo padre riesca a riscattarlo. Tornato ad Assisi, affascinato dall\u2019ideale cavalleresco, vuole partire per la Puglia, per mettersi al servizio del cavaliere Gualtiero di Brienne. Lungo il viaggio avverte la voce del Signore, che lo porta a desistere da questo progetto, e a dedicarsi a Lui. Dopo aver rinunciato all\u2019eredit\u00e0 paterna, conduce una vita eremitica e si dedica a restaurare chiese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella chiesa di S. Maria degli Angeli, ascoltando il vangelo nel quale Cristo invia i suoi apostoli in missione, capisce che questa \u00e8 la volont\u00e0 di Dio per lui, ed inizia l\u2019evangelizzazione itinerante. Molti uomini vengono attratti dal suo stile di vita, e lo seguono; cos\u00ec Francesco si reca con loro a Roma nel 1209 per chiedere al papa l\u2019approvazione della Regola. Compie numerosi viaggi apostolici attraverso l\u2019Italia, e si spinge anche in Terra Santa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1220 rinuncia al governo dell\u2019Ordine, che nel frattempo si \u00e8 esteso in tutta l\u2019Europa, ma continua l\u2019opera di evangelizzazione, che alterna a lunghi periodo di silenzio e preghiera. In questo periodo scrive anche una nuova Regola, che sar\u00e0 approvata dal Papa Onorio III, il 29 novembre 1223.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 14 settembre 1224, durante la Quaresima di San Michele, sul monte della Verna, riceve le stimmate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 3 ottobre 1226, consumato dalle fatiche e ormai cieco, si fa portare alla Porziuncola, dove accoglie la morte cantando.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #800000;\">Chiara<\/span><\/h4>\n<p>Chiara nasce ad Assisi intorno al 1193 da nobile famiglia cavalleresca.<\/p>\n<p>Riceve della madre Ortolana i primi rudimenti della fede, e fin da piccola si distingue per la bont\u00e0, che la porta a condividere i suoi beni con i poveri.<\/p>\n<p>Verso il 1210 incontra Francesco, e si affida al suo consiglio, per ricercare la volont\u00e0 di Dio.<\/p>\n<p>La notte della Domenica delle Palme del 1211 \u00e8 accolta a S. Maria degli Angeli da Francesco, che la consacra a Dio. Dopo una breve sosta in un monastero di benedettine e in un comunit\u00e0 di penitenti, \u00e8 condotta a San Damiano, dove rimane fino alla morte. La fama della sua santit\u00e0 si sparge per le citt\u00e0 vicine, e molte donne (tra cui le due sorelle e la madre), attratte dal suo esempio, la seguono a S. Damiano e negli altri monasteri ispirati al suo carisma, che vengono fondati in tutta Italia e in Europa, tra cui quello di Praga, eretto dalla principessa Agnese di Boemia, a cui Chiara indirizzer\u00e0 quattro lettere.<\/p>\n<p>Volendo che la sua famiglia religiosa si distinguesse con il nome della povert\u00e0, chiede ed ottiene dal Papa il &#8220;privilegio della povert\u00e0&#8221;, cio\u00e8 il privilegio di non avere privilegi.<\/p>\n<p>Nutre un intenso amore per l\u2019Eucaristia, tanto che, pur afflitta per circa trent\u2019anni da un grave malattia, che la confina al letto, si fa sollevare e sorreggere per filare lino per la preparazione di corporali, da inviare alle varie chiese di Assisi. In questi anni di continua sofferenza fisica, non si ode da lei una mormorazione, n\u00e9 un lamento, ma\u00a0sempre il ringraziamento e la lode.<\/p>\n<p>Nel 1247 inizia a scrivere la Regola, che solo due giorni prima della sua morte viene approvata da Papa Innocenzo IV.<\/p>\n<p>Muore l\u201911 agosto 1253, e le sue ultime parole sono ancora una volta di lode e di gratitudine: \u00abE tu Signore sii benedetto, che mi hai creata\u00bb.<\/p>\n<h2><a href=\"http:\/\/www2.diocesi.rimini.it\/clarisse\/wp-content\/vivere-il-vangelo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-307\" title=\"vivere-il-vangelo\" src=\"http:\/\/www2.diocesi.rimini.it\/clarisse\/wp-content\/vivere-il-vangelo.jpg\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"345\" \/><\/a><\/h2>\n<h4><strong><span style=\"color: #800000;\"><strong>La vocazione<\/strong><\/span><\/strong><\/h4>\n<p><strong><span style=\"color: #800000;\"><strong><span style=\"color: #000000; font-weight: normal; font-size: 13px;\">Francesco, dopo aver lasciato la casa del padre perch\u00e9 la vita condotta fino ad allora non lo soddisfaceva pi\u00f9, cerca qualcosa che lo possa accontentare pienamente; non trova per\u00f2 qualcosa, ma qualcuno: Cristo. Da qual momento la sua anima \u00e8 tutta assetata del suo Cristo. La sua aspirazione pi\u00f9 alta, il suo desiderio dominante, la sua volont\u00e0 pi\u00f9 ferma era di osservare perfettamente e sempre il santo Vangelo e di imitare fedelmente con tutta la vigilanza, con tutto l\u2019impegno, con tutto lo slancio dell\u2019anima e del cuore la dottrina e gli esempi del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo.<\/span><\/strong><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\">Quando Chiara si rivolge a lui per essere illuminata, Francesco non ha da proporle altro che il cammino da lui percorso. Per questo anche Chiara abbandona la casa, i parenti e il mondo per essere tutta di Cristo. Accoglie con cuore ardente ci\u00f2 che Francesco le va insegnando intorno a Cristo e si converte a Lui per mettersi al suo servizio.<\/p>\n<p><strong>Dalla \u2018Leggenda dei tre compagni\u2019<\/strong><\/p>\n<p>Un giorno, mentre ascoltava la messa, ud\u00ec le istruzioni date da Cristo ai suoi discepoli quando li invi\u00f2 a predicare: che cio\u00e8 per strada non dovevano portare n\u00e9 oro, n\u00e9 argento, n\u00e9 borsa, n\u00e9 bisaccia, n\u00e9 pane, n\u00e9 bastone, n\u00e9 calzature, n\u00e9 due tuniche. Aiutato poi dallo stesso sacerdote a comprendere meglio queste consegne, colmo di gioia indicibile esclam\u00f2: \u00abQuesto \u00e8 ci\u00f2 che bramo realizzare con tutte le mie forze!\u00bb. E fissando nella memoria tutto quello che aveva udito, si impegn\u00f2 ad eseguirlo lietamente&#8230; Mise tutta la sua sollecitudine interiore a intendere bene e realizzare i suggerimenti della nuova grazia. Ispirato da Dio cominci\u00f2 ad annunziare la perfezione del Vangelo e a predicare la penitenza, con semplicit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Dalla leggenda di S. Chiara<\/strong><\/p>\n<p>Chiara si affida tutta al consiglio di Francesco, scegliendolo come guida dopo Dio per dirigere la sua vita. E da allora la sua anima \u00e8 attaccata ai suoi santi ammonimenti e accoglie nel suo petto ardente tutto ci\u00f2 che egli annunzia con i suoi discorsi sul buon Ges\u00f9.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>La regola di vita<\/strong><\/span><\/h4>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Francesco e Chiara sono convinti che la loro regola non \u00e8 niente altro che il Vangelo: loro compendio, midollo e anima.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nella ricerca dell\u2019orientamento della loro vita, essi s\u2019imbattono nel Vangelo; solo il Vangelo pone termine alla loro ricerca: per questo il Vangelo \u00e8 anche la prima cosa che nominano quando descrivono a parole la loro esperienza e la loro chiamata. Francesco e Chiara intendono il Vangelo come incontro con Cristo, una comunicazione dell\u2019Altissimo, un discorso di Qualcuno a qualcuno, un testo da intendere in modo del tutto personale, che esige una risposta e un luogo sacro di incontro. Essi accolgono il testo con l\u2019atteggiamento dei contemplativi, con intuizione e amore immedesimante. Quel testo che quotidianamente ascoltano nella liturgia diventa parte integrante della loro vita e la parola evangelica diventa il loro modo di pensare e di parlare.<br \/>\n<strong>Dalla Regola di S. Francesco<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La Regola e vita dei frati minori \u00e8 questa, cio\u00e8 osservare il santo Vangelo del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castit\u00e0.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Dalla Regola di S. Chiara<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La Forma di vita dell&#8217;Ordine delle Sorelle Povere, istituita dal beato Francesco, \u00e8 questa: osservare il santo Vangelo di nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castit\u00e0.<\/div>\n<h4><span style=\"color: #800000;\"><strong>La preghiera<\/strong><\/span><\/h4>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" style=\"float: left; border: 0;\" src=\"http:\/\/www2.diocesi.rimini.it\/clarisse\/images\/16.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"476\" align=\"left\" border=\"0\" \/>Seguire Cristo e vivere il Vangelo libera Francesco e Chiara dal vivere per se stessi e li fa essere &#8220;preghiera vivente&#8221;: essi vogliono che le loro comunit\u00e0 siano nutrite di contemplazione, di liturgia e di preghiera. L\u2019accoglienza del dono dello Spirito, la preghiera e la contemplazione diventano la forza trasformante della loro esistenza, cosicch\u00e9 la loro vita diventa per i fratelli e le sorelle scuola di preghiera. A ragione si pu\u00f2 dire di entrambi quanto Tommaso da Celano dice di Francesco: \u00abNon era tanto un uomo che prega, quanto piuttosto egli stesso tutto trasformato in preghiera vivente\u00bb.<\/div>\n<div><strong>Dalla Leggenda perugina<\/strong><\/div>\n<div>Dopo avere scelto i frati che intendeva condurre con s\u00e9, il beato Francesco disse loro: \u00abNel nome del Signore, andate per via a due a due con atteggiamento conveniente, e soprattutto osservando il silenzio dal mattino fino all\u2019ora terza, pregando il Signore nei vostri cuori. Parole oziose e inutili nemmeno siano nominate tra voi. Pur essendo in cammino, il vostro comportamento sia cos\u00ec dignitoso, come se foste in un romitorio o in una cella. Infatti dovunque siamo e andiamo, noi abbiamo la cella con noi: fratello corpo \u00e8 la nostra cella, e l\u2019anima \u00e8 l\u2019eremita che vi abita dentro per pregare il Signore e \u00a0meditare su di lui. Perci\u00f2 se l\u2019anima non rimane in tranquillit\u00e0 e solitudine nella sua cella, di ben poco giovamento \u00e8 per il religioso quella fabbricata con le mani\u00bb.<\/div>\n<div><strong>Dalla Leggenda di S. Chiara<\/strong><\/div>\n<div>Quanta energia acquistasse nella fornace nella preghiera fervente e quanto si rallegrasse nella fruizione della bont\u00e0 di Dio lo dimostrano ripetuti indizi. Infatti, quando ritornava gioiosa dalla santa orazione, dal fuoco dell\u2019altare del Signore riportava parole calde, tali che accendevano il petto delle sorelle. Esse infatti notavano la grande dolcezza che usciva dalla sua bocca e il suo volto appariva pi\u00f9 luminoso del solito. Certamente Dio, nella sua dolcezza, aveva preparato una mensa alla poverella e la luce vera, che nella preghiera aveva riempito la sua mente, si rivelava fisicamente all\u2019esterno.<\/div>\n<h4><span class=\"Apple-style-span\" style=\"color: #800000; font-weight: bold;\"><strong>Il lavoro<\/strong><\/span><\/h4>\n<div>\n<p>Nella vocazione francescano-clariana il lavoro \u00e8 una delle caratteristiche salienti, insieme alla vita fraterna e alla povert\u00e0. In particolare per Chiara, lavorare rappresenta lo stile di vita in minorit\u00e0 e servizio reciproco, ed esprime soprattutto il desiderio di condivisione con i poveri e di conformazione al Signore Ges\u00f9. \u00a0La nostra vita \u00e8 ritmata dall&#8217;alternarsi di preghiera e lavoro: lungi dall&#8217;opporsi, infatti, preghiera e lavoro si intersecano, si completano e si alimentano a vicenda in un circolo vitale. La preghiera ispira la volont\u00e0 e il gusto di lavorare con fedelt\u00e0; a sua volta l&#8217;operosit\u00e0 del lavoro tiene acceso il desiderio della preghiera.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><strong>Dal Testamento di S. Francesco<\/strong><\/p>\n<p>Io lavoravo con le mie mani e voglio lavorare; e voglio \u00a0fermamente che tutti gli altri frati lavorino\u00a0di un lavoro quale si conviene all\u2019onest\u00e0.<\/p>\n<p>E quelli che non sanno, imparino, non per la cupidigia di ricevere la ricompensa del lavoro, ma \u00a0per dare l\u2019esempio e tener lontano l\u2019ozio.<\/p>\n<p><strong>Dalla Leggenda di S. Chiara<\/strong><\/p>\n<p>Chiara vuole che a certe ore le sorelle lavorino con le proprie mani, affinch\u00e9 subito con l\u2019esercizio della preghiera tengano sempre vivo il desiderio del Signore e, abbandonando il torpore della negligenza, sostituiscano il freddo della mancanza di devozione con il fuoco del santo amore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www2.diocesi.rimini.it\/clarisse\/?page_id=8\">Torna su<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cFrancesco e Chiara: due nomi, due vocazioni che evocano i valori evangelici della povert\u00e0, della pace e della preghiera\u201d (Giovanni Paolo II) Francesco Francesco nasce ad Assisi verso il 1182 nella famiglia di un ricco mercante di stoffe. All\u2019et\u00e0 di 9 anni viene mandato alla scuola di San Giorgio, per imparare i rudimenti della formazione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":1,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-8","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/chiesa.rimini.it\/clarisse\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/8","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/chiesa.rimini.it\/clarisse\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/chiesa.rimini.it\/clarisse\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chiesa.rimini.it\/clarisse\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chiesa.rimini.it\/clarisse\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8"}],"version-history":[{"count":31,"href":"https:\/\/chiesa.rimini.it\/clarisse\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/8\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6481,"href":"https:\/\/chiesa.rimini.it\/clarisse\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/8\/revisions\/6481"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/chiesa.rimini.it\/clarisse\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}