22 giugno
SAN GIULIANO
martire
MEMORIA

Sin dal secolo IX è testimoniato a Rimini il culto di san Giuliano, giovane istriano del III secolo. Secondo la tradizione, risalente al X-XI secolo, fu martirizzato in Flaviade (Cilicia) dal proconsole Marciano. Nel 962 circa il sarcofago del santo, secondo la tradizione popolare, giunse sul litorale di Rimini, nella località successivamente nominata “Sacramora”, e da qui venne traslato nell’antica abbazia benedettina dei SS. Pietro e Paolo (oggi chiesa parrocchiale di S. Giuliano martire). Fu eletto patrono del comune e della città di Rimini nel 1225. Il suo corpo, insieme al sarcofago (del III sec.) sono custoditi nella suddetta chiesa parrocchiale del borgo omonimo.
Dal Comune di un martire
COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno che al tuo santo martire Giuliano hai dato la forza di sostenere fino all’ultimo la pacifica battaglia della fede, concedi anche a noi di affrontare, per tuo amore, ogni avversità, e di camminare con entusiasmo incontro a te, che sei la vera vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
PRIMA LETTURA
Questi sono passati attraverso la grande tribolazione.
Dal libro della Apocalisse di san Giovanni apostolo
7,9-17
Io, Giovanni, vidi una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’ Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all’ Agnello».
Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».
Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: «Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo santuario; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.
Non avranno più fame, né avranno più sete,
né li colpirà il sole, né arsura di sorta,
perché l’Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore
e li guiderà alle fonti delle acque della vita.
E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi».
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE
Sal 123
R. Il nostro aiuto è nel nome del Signore.
Se il Signore non fosse stato con noi, – lo dica Israele –
se il Signore non fosse stato con noi,
quando uomini ci assalirono,
ci avrebbero inghiottiti vivi,
nel furore della loro ira.
Le acque ci avrebbero travolti;
un torrente ci avrebbe sommersi,
ci avrebbero travolti
acque impetuose.
Sia benedetto il Signore,
che non ci ha lasciati, in preda ai loro denti.
Noi siamo stati liberati come un uccello
dal laccio dei cacciatori:
il laccio si è spezzato e noi siamo scampati.
CANTO AL VANGELO
Gv 12,24
R. Alleluia, alleluia.
Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
R. Alleluia.
VANGELO
Se il chicco di grano muore, produce molto frutto.
Dal vangelo secondo Giovanni
12,24-26
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuoi servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà».
Parola del Signore.
