PAOLO VI

LETTERA APOSTOLICA IN FORMA DI MOTU PROPRIO

MINISTERIA QUAEDAM

VIENE RINNOVATA NELLA CHIESA LATINA LA DISCIPLINA CIRCA LA PRIMA TONSURA, GLI ORDINI MINORI E IL SUDDIACONATO


Il Concilio Vaticano II ha affermato che «lo Spirito Santo unifica la Chiesa nella comunione e nel ministero, la istruisce e la dirige con diversi doni gerarchici e carismatici, la abbellisce con i suoi frutti» (LG 4).

[Con i] due Motu proprio Ministeria quaedam e Ad pascendum […] sorge un nuovo ordinamento che investe le intere comunità cristiane e tutti i loro membri. Il Lettorato e l’Accolitato cessano […] di essere […] tappe verso il Presbiterato [e] divengono ministeri più variamente distribuiti all’interno del popolo di Dio; espletati da membri della Chiesa, operanti in diverse situazioni di vita, sempre corresponsabili della sua missione e compartecipi, con i vescovi, i presbiteri e i diaconi alla sua azione liturgica e alla sua presenza nel mondo.

[…] La prospettiva della natura e dei compiti dei due ministeri […] è determinata dal rapporto che essi vengono ad assumere nei confronti del mistero sacramentale, che culmina nella Celebrazione Eucaristica e si trasfonde nella vita. Così il Lettore che annuncia le Scritture non può non essere, nella comunità, catechista, evangelizzatore, testimone. E l’Accolito, che, accanto al diacono, è servitore dell’altare e collaboratore del presbitero, ministro dell’Eucaristia e della carità, è chiamato specialmente ad essere animatore di unione fraterna e promotore di culto a Dio in Spirito e verità. (CEI, I Ministeri nella Chiesa, 1d)


LETTERA APOSTOLICA IN FORMA DI «MOTU PROPRIO»

SPIRITUS DOMINI

DEL SOMMO PONTEFICE FRANCESCO

SULLA MODIFICA DEL CAN. 230 § 1 DEL CODICE DI DIRITTO CANONICO
CIRCA L’ACCESSO DELLE PERSONE DI SESSO FEMMINILE AL MINISTERO ISTITUITO DEL LETTORATO E DELL’ACCOLITATO. 


ISTRUZIONE IMMENSAE CARITATIS

L’istruzione della Sacra Congregazione per la disciplina dei Sacramenti “Immensae caritatis”, del 29 gennaio 1973, ha istituito i Ministri Straordinari della Comunione perché “non restino privi dell’aiuto e del conforto di questo sacramento i fedeli che, in stato di grazia e animati da buone disposizioni, desiderano partecipare al banchetto eucaristico” ma che si trovano, per motivi diversi, in qualche difficoltà. Lo scopo, dunque, è quello di dare a tutti coloro che lo desiderano e sono ben disposti la possibilità di comunicarsi.

È compito dei Ministri Straordinari della Comunione distribuire la Santa Comunione quando manca la disponibilità di ministri ordinati:

  • durante la Messa, a causa di un grande affollamento di fedeli, o per qualche particolare difficoltà in cui venga a trovarsi il celebrante;
  • fuori della Messa, secondo le disposizioni del Parroco, a malati ed anziani che non possono recarsi in chiesa.