La Chiesa domestica celebra la Pasqua

https://famiglia.chiesacattolica.it/la-chiesa-domestica-celebra-la-pasqua/
clicca sul link per accedere ai contenuti

Come vivere il Triduo Pasquale senza i tradizionali riti? Alcuni suggerimenti arrivano dall’Ufficio Catechistico Nazionale e dall’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Famiglia della CEI che hanno elaborato La “Chiesa domestica” celebra la Pasqua, tre Sussidi destinati alle famiglie, ai bambini e agli adolescenti. Si tratta “di strumenti agili per consentire a quanti sono forzatamente a casa di vivere il Triduo pasquale meditando sulla Parola di Dio, approfondendo alcuni temi della vita cristiana (servizio, comunione, dono, attesa, gioia), nobilitando i tempi della giornata, realizzando gesti concreti di risurrezione e riscoprendo la bellezza di una narrazione tra generazioni”, spiegano don Valentino Bulgarelli e fra Marco Vianelli, direttori degli Uffici Cei che hanno realizzato i Sussidi.
Le schede, che vogliono affiancare, sostenere e incoraggiare le proposte delle chiese locali, ​​saranno accompagnate da video che hanno come protagonisti Giovanni Scifoni, Paolo Cevoli, Marco Tibaldi e Cristina Odasso.
“Oggi più che mai le famiglie con bambini, ma anche le coppie senza figli, le famiglie ferite e le persone sole desiderano sperimentare la grazia della Risurrezione in modo rinnovato”, osservano don Bulgarelli e fra Vianelli sottolineando che “le nostre abitazioni attendono di diventare un Cenacolo, cioè quella sala riservata per accogliere Gesù che cena, prega, insegna e dà tutto se stesso ai suoi discepoli”.

Garantire la qualità della relazione in quarantena

Continuano le nostre briciole per la coppia e la famiglia, in quarantena.

24 ore al giorno in contatto con gli altri. Serve garantire la qualità della relazione.

Relazione con noi stessi, con l’altro, con gli altri e con l’Altro.

Ci aiuta in questa riflessione l’amica Cinzia Bertuccioli, psicoterapeuta, membro dell’associazione APGXXIII e del poliambulatorio La Filigrana

L’ascolto e la presenza

Continuano i nostri contributi sulla quarantena della coppia e della famiglia.

“Ma mi stai ascoltando?” In questi giorni di gomito a gomito, ce lo siamo sentiti domandare?

Il rischio è: “Ci sono, ma senza esserci”. 

L’ascolto  può essere separato dall’essere presente. E allora?

Ci aiuta in questo riflessione la nostra amica dott.ssa Silvia Tagliavini, psichiatra e psicoterapeuta

Rendere fecondo il tempo della quarantena

La fecondità della coppia e della famiglia viene sterilizzata da questo periodo di quarantena? Quarantena e quaresima hanno la stessa radice. Quaranta è il significato che le unisce; quaranta era il numero dei giorni di segregazione prescritta per malati affetti da malattie contagiose, quaranta erano i giorni di preparazione dei catecumeni in attesa del Battesimo la notte di Pasqua, quaranta sono oggi i giorni dal mercoledì delle ceneri al triduo pasquale (tolte le festività). Inoltre quaranta in ambito biblico ha sempre avuto un forte significato:

  • i quaranta giorni del diluvio universale;
  • i quaranta giorni passati da Mosè sul monte Sinai;
  • i quaranta giorni che impiegarono gli esploratori ebrei per esplorare la terra in cui sarebbero entrati;
  • i quaranta giorni di cammino del profeta Elia per giungere al monte Oreb;
  • i quaranta giorni di tempo che, nella predicazione di Giona, Dio dà a Ninive prima di distruggerla;
  • i quaranta anni trascorsi da Israele nel deserto.

Possiamo dunque dire che questo,per forza, sia un periodo infecondo?

No, diremmo proprio di no! Attraverso questi quaranta giorni Dio ha sempre dato al suo popolo, la possibilità di coltivare l’alleanza con lui, attraverso l’amore per il prossimo.

E allora?

Cogliamo questa crisi come un’opportunità per riscoprire la bellezza dello stare di più in famiglia, di stare a tavola e raccontarsi,  di fare una telefonata ad una persona che è un po’ che non sentiamo  e di pregare insieme, come nella Chiesa delle origini; le chiese non esistevano e la fede nasceva e cresceva nelle case, la DOMUS ECCLESIAE. Luogo dove tanti cuori si sono accesi e riscaldati. “Davvero, in queste circostanze, la famiglia può farsi risorsa, forza trainante e diffusiva del senso di responsabilità di ciascuno, di solidarietà, di fortezza e prudenza, di condivisione e aiuto reciproco nella difficoltà” (dal messaggio ai laici e le famiglie del dicastero laici, famiglia e vita). Cogliamo l’occasione per leggere insieme le sacre scritture,  la bibbia ci offre molti spunti per pensare alla vita della coppia e della famiglia:
alcuni esempi
La storia di due amanti: Il Cantico dei Cantici

Dall’innamoramento all’amore: Adamo ed Eva

La fatica di essere genitori: Isacco e Rebecca

Il desiderio: Giacobbe, Rachele

La parte oscura dell’amore: Giusepe e la moglie di Potifar

La seduzione malsana: Sansone e Dalila

La fecondità negata: Elkana e Anna

Il riscatto della suocera: Rut e Noemi

Il tradimento: Davide e Betsabea

La coppia in cammino Tobi e Anna, Tobia e Sara

Quando il dolore irrompe nella vita di coppia: Giobbe

La diversità: Assuero, Ester

Sono alcuni spunti per pensare e pregare insieme con le sacre scritture.
Approfittiamo per segnalarvi due testi che possono aiutare:uno dell’amico Valerio Febei “Storie di amori e  matrimoni nella bibbia”;l’altro di Paolo Curtaz “L’amore e altri sport estremi”

S. Giuseppe- Il padre

Ecco un’altra briciola dal vostro ufficio famiglia, per pensare  alle figure della famiglia e nella famiglia. Con qualche giorno di ritardo parleremo di San Giuseppe, padre. Come comprendere certe dinamiche “naturali”,  che a volte  possono metterci in difficoltà. Ci aiuta la nostra amica Silvia, psichiatra e psicoterapeuta, parlandoci della figura paterna