L’esperienza con sorella malattia

Nei dieci anni trascorsi dalla diagnosi di tumore al pancreas ci sono state tre parole che mi hanno sostenuto e dato luce: le condivido col desiderio che possano essere d’aiuto a chi si trova a vivere un’esperienza simile.

La prima parola è speranza. Il poeta Charles Peguy dice che «la speranza è una bambina che vede quel che non è ancora e che sarà… Sulla strada in salita la piccola speranza avanza». Di salite in questo tempo ne ho affrontate più di una, ma la speranza mi ha aiutato a vedere al di là del momento difficile, dandomi la forza e la pace di proseguire, sostenuta anche dal dono della fede, che è la sorella maggiore della speranza, come dice Peguy.

La seconda parola è fiducia. Il percorso di cura è soggetto a tante variabili, perché la medicina non è una scienza esatta: ne ho sempre avuto la consapevolezza, come pure del fatto che i medici sono uomini che possono sbagliare. Non ho mai avuto la pretesa di trovare medici infallibili, quanto piuttosto persone che ispirano fiducia, non solo e non tanto per la loro bravura, ma anche per la loro umanità, perché il malato non è la sua malattia, ma molto di più. I medici che ho incontrato all’ospedale di Rimini sono stati splendidi professionalmente e umanamente, e ciò ha permesso di riconoscere in tempi brevi una malattia subdola come questa, nonostante che l’esordio sia stato del tutto imprevedibile e asintomatico. Il percorso, che ha richiesto un intervento molto impegnativo e alcuni cicli di chemioterapia, non è stato rose e fiori, però mi ha aiutato il fatto di non aver camminato da sola, ma con la vicinanza e il supporto della mia comunità, della mia famiglia e degli amici. E questo è un supporto preziosissimo alla speranza e alla fiducia.

La terza parola è impegno. Sono da sempre una sportiva e mi piace pensare alla vita come un cammino, per il quale è imprescindibile l’impegno, tanto più quando si affrontano tratti in salita. Sottolineo due impegni in particolare.

Il primo è quello della prevenzione, che richiede l’attenzione di leggere i segni che il corpo ci dà e sottoporsi ai controlli necessari: il che non implica vivere con il sospetto, ma con una giusta premura sì, anche per quanto riguarda l’aspetto dell’alimentazione.

L’altro impegno riguarda l’equilibrio fisico, psicologico e spirituale, che, quando si passa attraverso interventi e cure impegnativi, va reintegrato e custodito, attraverso un continuo “allenamento”. Mi ha aiutato darmi degli obiettivi sotto tutti i punti di vista, come per esempio quello di tornare a correre e, pian piano, ci sono riuscita. Un grande supporto che ho avuto nel ricupero è stato quello della preghiera. Può sembrare una considerazione da suora, ma non lo è: anche un premio Nobel per la medicina, Alexis Carrel, nei primi del ‘900 ha parlato dell’importanza della preghiera nella cura, asserendo che: «L’influenza della preghiera sullo spirito e sul corpo è dimostrabile quanto la secrezione ghiandolare. Come medico ho visto uomini uscire dalla malattia e dalla depressione attraverso lo sforzo sereno della preghiera quando ogni medicina aveva fallito… La preghiera è un atto di maturità indispensabile per il completo sviluppo della personalità, l’ultima integrazione delle facoltà più intime dell’uomo. È solo pregando che noi raggiungiamo l’unità completa e armoniosa del corpo, dell’intelligenza e dell’anima, che conferisce alla struttura dell’uomo la forza». Lo tocco con mano ogni giorno, e posso dire che la preghiera e l’attività fisica quotidiana costituiscono, insieme agli enzimi pancreatici, le mie sole “terapie”.

Il mio percorso di cure è terminato con la guarigione, e di questo ringrazio il Signore e quanti in vario modo mi sono stati vicini e mi hanno aiutato. Ora ancor di più sento l’impegno di supportare con la preghiera, insieme alle sorelle, quanti sono malati, perché in loro non si spengano mai la speranza, la fiducia e l’impegno.

Orari Messa e Adorazione

La Messa domenicale è alle ore 18,30; quella feriale (dal lunedì al venerdì) è alle ore 18; quella del sabato alle ore 7,30.

Il Santissimo Sacramento è esposto dal lunedì al venerdì (escluso il giovedì) dalle ore 15,15 alle ore 18; il sabato e la domenica dalle ore 15,30 alle ore 18,30.

Confessioni

Un prete è disponibile per le confessioni il martedì dalle ore 10 alle ore 11.

Ospitalità

Disponiamo di una piccola foresteria, in cui accogliamo chi desidera vivere un tempo di raccoglimento per l’approfondimento spirituale o per il discernimento vocazionale, condividendo le nostre celebrazioni. A chi lo volesse offriamo la possibilità del dialogo con una sorella. L’ospitalità è in autogestione e occorre portare lenzuola e asciugamani. Non si dà accoglienza per soggiorni di carattere turistico, di lavoro, di studio, o di altro tipo.

Gli Snoopini sono vignette meditative, che realizziamo in biglietti, quadretti, quaderni e portapenna.

mattutino
Guida della chiesa
Per richiedere la guida, scritta dal prof. Pier Giorgio Pasini, con le foto di Luciano Liuzzi, e con un nostro contributo, telefonare o scrivere ai nostri recapiti. Offerta libera.
Info

Sorelle Clarisse
Monastero Natività di Maria
Vicolo San Bernardino, 26
47921 Rimini
tel e fax 0541 785493
email: riminiclarisse@gmail.com

IBAN: IT60S0623024202000043528047

intestato a Natività di Maria Santissima

Rimini