L’aspirazione profonda del suo cuore è la santità: “Non per essere solo migliore di altri, non per guardare con disprezzo i peccatori, ma solo per la Tua maggior gloria, per essere l’umile servo delle anime, onde portarle a Te, come S. Francesco, giullare di Dio, sotto la protezione della Vergine madre”. Alberto sa che la santità è dono di Dio, ma richiede tutta la collaborazione dell’uomo.
Per quanto sta in lui si impegna in un programma di vita rigoroso e umile al tempo stesso: “Il silenzio è il mezzo ottimo per santificarsi, per non dire sciocchezze e commettere meno peccati, per abbassare l’orgoglio, esercitare l’umiltà e la pazienza ed imparare a conversare con Dio. Devo assolutamente vincere i miei scatti di impazienza, ed usare invece con tutti una amorevole pazienza ed una carità ardente.
Prima di agire devo pensare a quello che faccio e devo altresì considerare come io mi sarei comportato trovandomi nella tale occasione. Devo assolutamente perdere il vizio di giudicare il prossimo, se non voglio poi essere giudicato da Dio. In casi di necessità ricordarsi della carità cristiana, della misericordia di Dio, delle condizioni particolari in cui il prossimo viene a trovarsi. ‘Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te’. Parole divinamente sagge, che evitano tante occasioni di litigio.
Frenare la mia fantasia e tenerla costantemente alla realtà. Allontanare con una invocazione al S. Cuore di Gesù e alla Vergine ogni pensiero impuro o che solo lontanamente offuscasse il candore dell’anima. Frenare gli impulsi del cuore ed il sentimentalismo esagerato. Avere davanti alla mente sempre il pensiero di Gesù in Croce e l’esempio della sua vita.
Studiare con continuità ed assiduità ciò che devo, e con regolarità e metodo. Ampliare la mia cultura ogni qualvolta ne capiti l’occasione. Abbassare la superbia e l’orgoglio, praticare l’umiltà del Signore e dei Santi. Allontanare da me l’ipocrisia, il falso zelo, la menzogna, ma affermare sempre la verità, anche nei giochi e negli scherzi! Mantenere la parola a qualunque costo, anche nelle piccole cose. Non promettere senza mantenere, non ingannare, neppure per scherzo, alcuno.
Aiutare i poveri e i derelitti il più possibile, materialmente e spiritualmente. La carità sia un altro cardine del programma di vita. Combattere la curiosità inutile che non porta alcun vantaggio. Moderare le manifestazioni esterne di gioia e di disappunto. Accettare il dolore come inviato dal Signore per provare la nostra fede e per affinare le nostre virtù morali. Essere moderato nel mangiare non solamente quando sono solo, ma pure a casa o presso amici e parenti. Esercitare la volontà fin nelle piccole cose e nei minimi atti, affinché sappia essere volitiva anche negli atti importanti.
Alzarmi alla mattina il più presto possibile e all’ora che ho stabilito. Fare ogni mattina mezz’ora di meditazione senza mai tralasciarla, salvo casi imprevedibili. Mezz’ora al giorno di lettura spirituale e possibilmente anche più. Ascoltare ogni mattina la S. Messa ed accostarmi ai SS. Sacramenti, senza defezione, salvo anche qui motivi di forza maggiore. Confessarmi usualmente una volta la settimana e recarmi dal direttore spirituale molto spesso. Recitare giornalmente il S. Rosario e dire l’Angelus al suono del mezzogiorno e dell’Ave Maria. Questo in breve il programma della mia vita, a cui voglio attenermi da oggi, 22 settembre 1938. Prego il Signore con tutta l’anima che mi voglia aiutare a metterlo in pratica continuamente. Se dovessi mancare, Dio voglia che mi riprenda subito onde poter migliorare e dimostrare in tal modo a Dio la mia riconoscenza per quanto Egli fa per me continuamente, per il bene che mi ha voluto, per il dolore che ha sofferto per me. Morire ma non peccare”.
E’ un programma serio, impegnativo e dettagliato; non potrebbe stenderlo, se già non lo vivesse da molto tempo. E’ un programma che sintetizza e rafforza tutto ciò che sta già facendo. Più che un proposito per il futuro è un ribadire a se stesso ciò che sta già facendo.
Nel periodo universitario, Alberto fa lettura spirituale sulle encicliche e sui discorsi del Papa, che legge su “L’Osservatore Romano” e su “L’Avvenire d’Italia”, al quale è abbonato. I testi della meditazione erano quelli in uso nel suo tempo: “L’anima di ogni apostolato” dello Chautard; “L’imitazione di Cristo”, i libri di Dom Columba Marmion: “Cristo vita dell’anima” e “ Cristo nei suoi misteri”. Sottolineava i pensieri più salienti, che gli fornivano le tracce di meditazione. “Il primo libro sottolineato è ‘La vita interiore’ del Tissot. Scorrendo quelle pagine e soffermandosi alle righe segnate, si può meglio comprendere lo svolgimento della vita interiore di Alberto. Sono molto sottolineati i capitoli che trattano dell’abnegazione: ‘E’ vera ogni mortificazione che spezza ciò che è da spezzare e fortifica ciò che è da fortificare’ ” .
UNA PREGHIERA DI ALBERTO
O Gesù, che leggi nel mio cuore, che vedi gli sforzi per amarti, che cerco di ricevere tutti i giorni in me, affinché Tu con la tua santa e misericordiosa presenza purifichi e santifichi l’anima mia, aiuta questo povero peccatore, che si prostra ai tuoi piedi a chiederti perdono, infondi in me pensieri puri santi, gentili, pazienti, visitami pure con la Croce, Gesù, che sono lieto di aiutarti a portarla per il bene del prossimo e della mia povera anima. Fa’ che non cada in tentazione E che mantenga le promesse, che continuamente rinnovo ai tuoi piedi. Solo col tuo aiuto E con quello della Vergine e dei santi tutti Potrò tendere verso quelle mete luminose Che qualche volta intravedo Ma che sono così lontane, lontane. Voglio, o Gesù, farmi santo. Aiutami e soccorrimi Tu.







